Le norme dell'UE sulla raccolta dei dati non si applicano allo Stato di polizia

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Il 25 maggio 2018 è stato implementato il regolamento generale sulla protezione dei dati (GDPR) dell'Europa per proteggere i cittadini dalle Big Tech, ma Europol può fare tutto ciò che vuole per aspirare dati da tutte le fonti, creare programmi di intelligenza artificiale per analizzarli e quindi portare i risultati in un massiccio sistema pre-crimine per catturare i malfattori prima che commettano crimini.

“La polizia predittiva” ricorda il film di Steven Spielberg del 2002, Minority Report. Nonostante tutta l'enfasi sull'alta tecnologia, sono stati tre sensitivi a predire i crimini. Oggi, l'IA interpreta il ruolo di quei sensitivi, chiamati precognitivi ("precog"). ⁃ Editore TN

Il Parlamento europeo ha votato per conferire a Europol ampi poteri per raccogliere ed elaborare dati su individui, comprese persone non sospettate di alcun reato, con una mossa che amplia notevolmente il potere dell'agenzia di polizia europea.

I deputati votato il 4 maggio ampliare il mandato di Europol per raccogliere dati personali da società tecnologiche, comprese le telecomunicazioni e fornitori di Internet e società di social media, e per raccogliere e analizzare dati da paesi al di fuori dell'Unione Europea (UE).

Lo proposte dare inoltre a Europol il via libera per sviluppare algoritmi e sistemi di intelligenza artificiale (AI) in grado di prendere decisioni automatizzate e sviluppare modelli di polizia predittiva.

Il Parlamento progetto di regolamento ribalta efficacemente un minimo dal Garante europeo della protezione dei dati (GEPD) nel gennaio 2020 che imponeva a Europol di cancellare parti di dati personali raccolti e trattati illecitamente.

Gli eurodeputati hanno votato con 480 voti a favore di una significativa espansione del ruolo di Europol, con 142 contrari e 20 astenuti, in una mossa che estenderà l'uso da parte di Europol di big data e intelligenza artificiale nelle indagini penali.

La proposta di regolamento introduce misure per proteggere la privacy delle persone, compresa la nomina di un responsabile dei diritti fondamentali presso Europol e il controllo indipendente da parte del GEPD.

Una "massiccia, incontrollata espansione" dei poteri

Ma la mossa è stata criticato dai gruppi della società civile, e alcuni eurodeputati, che affermano che si tratta di una "massiccia espansione incontrollata" dei poteri di Europol e che potrebbe rappresentare un primo passo verso la creazione di una versione europea del GCHQ o dell'Agenzia per la sicurezza nazionale degli Stati Uniti.

"Europol potrà raccogliere e condividere i dati a sinistra, a destra e al centro, senza troppe restrizioni o controlli", ha affermato Chloé Berthélémy, consulente per i diritti delle politiche presso European Digital Rights (EDRi), una rete di organizzazioni per i diritti civili e umani in Europa.

Il progetto di legge è in parte una risposta alle crescenti richieste di Europol di analizzare set di dati sempre più grandi e complessi per identificare i reati in più paesi all'interno e all'esterno dell'Unione europea.

Un esempio è un'operazione della polizia francese e olandese nel 2020 per hackerare la rete telefonica crittografata EncroChat, raccogliendo messaggi di testo da decine di migliaia di telefoni insieme a dettagli di contatti, note, video e messaggi vocali degli utenti, loro pseudonimi e identificatori telefonici univoci.

Lo proposta di nuova normativa amplierà la gamma di dati che Europol può conservare ed elaborare oltre alla sua mandato esistente, che limita l'agenzia di polizia al trattamento dei dati solo su persone che avevano un legame chiaro e stabilito con la criminalità.

Il progetto di legge consentirà inoltre a Europol di condividere dati – che potrebbero includere indirizzi IP, URL e contenuto delle comunicazioni – con le aziende, comprese le istituzioni finanziarie e le piattaforme online.

Gli stati membri europei forniscono a Europol set di dati, che comprendono i record dei voli dei passeggeri, le posizioni dei telefoni cellulari e i set di dati di dati open source che potrebbero includere post sui social media prelevati da Internet.

Europol sarà inoltre in grado di ricevere dati da società di servizi Internet e tecnologia, come Google e Facebook, inclusi dati su abbonati, traffico e contenuti che potrebbero essere rilevanti per le indagini penali.

Assumerà un ruolo aggiuntivo per valutare i rischi strategici posti dagli investitori stranieri nelle tecnologie emergenti in Europa, in particolare quelle utilizzate dalle forze dell'ordine e dalle tecnologie critiche che potrebbero essere utilizzate per il terrorismo.

Intelligenza artificiale basata su "dati sporchi"

Il disegno di legge conferisce inoltre a Europol il mandato di ricercare tecnologie innovative, tra cui la tecnologia dell'IA e il processo decisionale algoritmico, che, ad esempio, potrebbero essere utilizzate per prevedere quali individui potrebbero essere coinvolti in attività criminali.

Europol sarà inoltre in grado di addestrare legalmente algoritmi su set di dati contenenti informazioni personali di individui che non sono sospettati di alcun reato, in una mossa descritta dai legislatori come necessaria per rimuovere i pregiudizi dagli algoritmi formati esclusivamente su dati criminali.

I critici sottolineano che l'approvazione da parte dei parlamentari europei dell'uso da parte di Europol del processo decisionale automatico è in contrasto con la decisione del Parlamento europeo approvazione di un divieto sull'uso di algoritmi per la polizia predittiva.

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Informazioni sull'editor

Patrick Wood
Patrick Wood è un esperto importante e critico in materia di sviluppo sostenibile, economia verde, agenda 21, agenda 2030 e tecnocrazia storica. È autore di Technocracy Rising: The Trojan Horse of Global Transformation (2015) e coautore di Trilaterals Over Washington, Volumes I e II (1978-1980) con il compianto Antony C. Sutton.
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